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La Storia

Dall'Anconitana all’Ancona Calcio S.p.A.
Dalle origini al 1945 Dal dopoguerra al 1979 dal 1979 al 1996 Dal 1996 ad oggi

Dal 1996 al 1999, da quando cioè Longarini decise di ritirarsi all’avvento del nuovo gruppo dirigente guidato da Ermanno Pieroni, l’Ancona visse anni bui. La proprietà passò prima a Deodati e poi dell’Overseas, una società inglese diretta dai fratelli Zappacosta, chiamata a gestire la transizione dell’Ancona Calcio verso il gruppo Auriemma.
Nel 1998/99, la squadra giocò i play-out per non retrocedere e si salvò a pochi minuti dalla fine grazie al gol realizzato da La Grotteria al Foggia.
Nel 1999/2000, con la riapertura del mercato, l’Ancona acquistò due giocatori: Salvatore Russo e Martin Furiga, il primo si rivelò una scelta azzeccatissima, mentre l’argentino non riuscì ad inserirsi completamente negli schemi di mister Brini. Il vero acquisto dell’Ancona fù però Mirko Ventura, che rifiutò il trasferimento alla Nocerina. Il mese cruciale è Aprile dove i biancorossi prima impattarono 2-2 nel derby ad Ascoli poi persero 1-0 a Roma contro la Lodigiani, vanificando così tutti gli sforzi fatti. L’Ancona continuò ad essere in corsa e il pubblico biancorosso iniziò a credere in questa squadra; organizzandosi in massa, seguiva tutte le trasferte dei dorici riuscendo anche a toccare le 1000 unità.
Nel mese di maggio, i biancorossi, ormai matematicamente certi della seconda posizione di classifica, si prepararono in vista dei play - off. Nella semifinale d’andata affrontarono l’Arezzo in trasferta conquistando il pareggio grazie al gol di La Grotteria. Vinsero anche la sfida di ritorno per 2-0 volando in finale.
Per il derby con l’Ascoli, giocato a Perugia l’11 giugno del 2000, 15 mila tifosi di Ancona e Ascoli raggiunsero il capoluogo umbro per sostenere la propria squadra. Settemila furono i tifosi biancorossi a Perugia e altri cinquemila assistettero alla partita davanti al maxi schermo allestito al Dorico. La partita terminò con un pareggio ai tempi supplementari per merito di Ventura che salvò la squadra di Brini riportandola in serie “B” realizzando il gol al 118° minuto[vedi FOTO][vedi FOTO][vedi FOTO].

Poi a livello societario le cose sono cambiate: la proprietà passa infatti nelle mani di Ermanno Pieroni, amministratore delegato, sotto la presidenza di Gaetti, da 30 anni all’Ancona Calcio come medico sociale e vicepresidente. L'Ancona sotto la guida di Brini conquista un brillante decimo posto nella cadetteria.
Purtroppo però il suo cammino si interromperà alla vigilia del Natale 2001 quando non arrivandi i risultati richiesti la Società decide il suo esonero. Al suo posto arriva Luciano Spalletti, che inverte la rotta e nel girone di ritorno la squadra riprende quota, chiudendo con un brillantissimo ottavo posto.
Spalletti viene chiamato in serie A dall'Udinese e al suo posto arriga Gigi Simoni. Grazie alla sua esperienza e alla validità del suo gruppo che vantava giocatori di spessore come il bomber Ganz e i vari Maini, Graffiedi e Schenardi, ritorna in serie A nel giugno del 2003. Per festeggiare la promozione dei dorici a Livorno ci sono 7000 anconetani, che la gol di Daino fanno esplodere lo stadio "Picchi".

Nel 2003 i dorici per la seconda volta nella loro storia ritornano in serie A. Purtroppo una stagione davvero tutta da dimenticare. Il tecnico Simoni viene esonerato in estate ancor prima di iniziare la stagione. Al suo posto in panchina viene chiamato l'esordiente Menichini (per anni vice di Mazzone, che nel frattempo aveva rifiutato di venire qui ad Ancona). Pre lui davvero una fugace apparizione, infatti dopo quattro giornate è stato sollevato dall'incarico e la squadra affidata a Nedo Sonetti. Neanche il sergente di ferro riesce a dare la giusta scossa che serviva alla squadra e anche lui dopo la prima giornata del girone di ritorno viene esonerato. Poi toccherà a Giovanni Galeone traghettare la squadra fino alla fine della stagione. In questi mesi l'Ancona riesce ad ottenere solo due vittorie, peraltro le uniche della stagione contro il Bologna e l'Empoli. Diciottesima in serie A retrocede in serie B.

Il 18 luglio 2004 è il giorno fissato per il ritiro di precampionato in vista della nuova stagione che da li a poco sarebbe partita e che avrebbe visto la squadra dorica partecipare al campionato cadetto. Purtroppo però la squadra in ritiro agli ordini prima di Vavvasori e poi di Foschi non riuscirà mai ad iniziare la stagione
Infatti il 7 agosto le vicende extrasportive si legano di pari passo con quelle sportive con l'arresto del presidente Pieroni. Dopo mille vicissitudini l'11 agosto 2004 viene dichiarata fallita dal Tribunale di Ancona

Dalle ceneri della vecchia Ancona Calcio nasce, grazie all'intervento della famiglia Schiavoni che acquista dalla curatela fallimentare il titolo sportivo, l'AC Ancona SpA che riparte dalla serie C2.

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